“Felix et Meira” di Maxime Giroux

Un amore puro e silenzioso

Felix e Meira sono gli opposti totali. Lui conduce una vita senza responsabilità e legami familiari. La sua unica preoccupazione è quella di sperperare l’eredità del padre. Lei è una giovane donna ebrea, sposata e madre di un bambino, che vive  annoiata all’interno della sua comunità. Nessuna strana connessione tra loro, eppure si incontrano per caso e si innamorano. Anche se ambientata in una odierna Montreal, questa storia romantica si snoda come una vicenda di un altro secolo. Fin dalle prime inquadrature si notano gli strani abiti di questa comunità ebrea che richiamano molto i costumi del secolo passato. Le donne indossano vestiti che non mettono in risalto la loro femminilità e il loro compito all’interno della comunità e della famiglia è molto ristretto: devono garantire la procreazione, a volte partorendo anche sei, otto o addirittura quattordici figli.Ma a Meira tutto questo sta stretto. Adora ascoltare la musica contemporanea, disegnare e vivere come una persona normale, ma tutto ciò le è proibito dal marito. Così incontra Felix, che con la sua stravaganza riesce a conquistare il suo cuore, mettendo in crisi tutte le sue certezze.

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Felix et Meira è l’opera terza del regista Maxime Giroux, che ha già partecipato al Torino Film Festival nel 2008 con Demain, suo primo lungometraggio. Il regista ha affermato di aver girato questo film tenendo conto della vulnerabilità e dell’irrequietezza dei personaggi, cercando di seguire con la macchina da presa qualsiasi loro movimento e cercando di cogliere la loro umanità. E’ una storia d’amore apparentemente difficile, però più forte di qualsiasi restrizione sociale. All’interno del film nulla viene enfatizzato, non i gesti, non le parole e neanche l’amore. Si tratta di un amore puro e silenzioso che cerca una via di uscita per riuscire ad arrivare al tanto atteso happy ending.

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