Sezione “I Did It My Way – Essere Punk”

26 novembre 1976 : I Sex Pistols pubblicano il loro primo singolo Anarchy in the UK. Nasce il punk: una tendenza musicale che però contagia ben presto moda, cultura e diventa una vera e propria filosofia di vita. Ed è proprio lì nella Londra della crisi che inizia a diffondersi il germe del punk. Proprio in questi giorni in Gran Bretagna si celebra il quarantesimo anniversario della nascita del punk e il Torino Film Festival si unisce alla celebrazione dedicando una sezione ai film punk, I Did it My Way , in una dimensione che spazia dal movimento politico, ai leader della scena punk musicale.

Infatti il filone scelto comprende film come The Blank Generation e The Decline of Western Civilization, e descrive agli spettatori la scena punk in due forme documentarie assai diverse : la prima è una collezione di registrazioni originali di concerti tenutasi al famoso CBGB, rock club statunitense luogo della nascita di tantissimi artisti importanti a partire dagli anni ’70 in poi. I due artisti Amos Poe e Ivan Kral hanno montato esibizioni di Blondie, Ramones e tanti altri. Il secondo invece è un documentario nel senso classico del genere, diretto da Penelope Spheeris sulla scena musicale punk di Los Angeles.

Jubilee di D. Jarman

Si passa poi alle narrazione di vite vissute che spaziano da una commedia come Sid and Nancy che racconta l’amore e la  vita di coppia di due stelle della musica punk con gli occhi di Alex Cox a Rock ‘n’ Roll High School del 1979 diretto da Allan Arkush, che si presenta come un inno demenziale alla forza ribelle e incendiaria della musica e vede la partecipazione della band punk Ramones, al dramma giovanile Suburbia diretto nuovamente da Penelope Spheeris: crude venature di verità, malessere quotidiano di una generazione abbandonata a sé stessa e confinata ai margini della società.  Suburbia è interpretato non da attori professionisti, bensì da musicisti punk.

Suburbia di P. Spheeris

Jubilee è un film privo di linearità narrativa ed interamente risolto nella provocazione. Secondo lungometraggio di Derek Jarman, è una sorta di manifesto della filosofia punk, un vero e proprio urlo rabbioso mentre nel 1977- anno del Giubileo per i 25 anni di regno di Elisabetta II – l’Inghilterra brucia tra macerie, falò, slum degradati. The Return of the Living Dead di D. O’ Bannon ambienta proprio negli anni della scena punk uno dei caposaldi del cinema horror: musiche e atmosfere punk nella notte in cui i morti tornano in vita.

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