“Nome di battaglia Donna” – Incontro con Daniele Segre al DAMS

Il DAMS dell’Università di Torino apre le porte al TFF (che a sua volta accoglie ogni giorno i suoi blogger, studenti e professori) per un appuntamento di grande valore educativo: Daniele Segre presenta il suo Nome di battaglia Donna.

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Franco Prono, Daniele Segre, Bruno Maida

Con sessantadue minuti di durata, il lavoro di Segre è essenziale anche nelle finalità: ripulire la Storia della lotta femminile al Nazifascismo da diversi erronei luoghi comuni. Il regista allinea le voci di alcune anziane signore che penetrando la cinepresa con occhi imperituri, raccontano a tutti noi quando furono ragazze e aiutarono la Resistenza. Ma “aiutarono” è proprio una di quelle parole che Segre vorrebbe bandire: perché Carla Dappiano, Gisella Giambone, Carmen Nanotti, Maddalena Brunero, Enrica Core, Rosi Marino e chissà quante altre donne nelle Langhe, non rimasero mai ai margini dell’azione, bensì ne divennero da subito attive protagoniste, chi sabotando motori di aerei con della sabbia, chi gettando armi nel fiume così che non sparassero più, chi imbracciando vere e proprie mitraglie e chi semplicemente innamorandosi di “quei bellissimi ragazzi che allora nessuno chiamava ancora partigiani“.

Gli intensissimi primi e primissimi piani delle sue narranti permettono a Segre di raggiungere le vette del proprio linguaggio cinematografico, e al pubblico di apprezzare una pelle dura, ferita e guarita, e poi portata a casa, perché generazioni future potessero leggervi nuove rughe di libertà. A una platea curiosa e di tutte le età il regista regala un’ultima pillola, quando svela un trucco del mestiere: le panoramiche naturalistiche che ritmano il racconto sono metafora degli occhi di un soldato errante per i luoghi di guerra.

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