“The Florida Project” di Sean Baker

Ci troviamo ad Orlando, e Moonee (interpretata da una strepitosa Brooklynn Kimberly Prince) è una bimba di sei anni che vive con la giovane madre (Bria Vinaite) al Magic Castle Hotel, un motel nei pressi del celebre Walt Disney World Resort. La loro casa non è altro che l’unica soluzione per tutte quelle famiglie che non possono permettersi una vera sistemazione.

Nonostante le difficoltà quotidiane, l’atmosfera non è affatto opprimente mentre assistiamo alle giornate della piccola Moonee e dei suoi amici, fatte di esplorazioni nei parchi a tema e giochi senza controllo, mentre la madre si trova ad inventarsi ogni giorno qualcosa per pagare settimanalmente l’affitto. Unico supervisore non solo dei bambini, ma anche del motel e delle famiglie stesse è  Bobby (Willem Dafoe). “La figura di Bobby è il mix di tutti i proprietari di motel che abbiamo incontrato insieme a Willem Dafoe” dice il regista durante la conferenza stampa, e in effetti la sua figura è esattamente ciò che ci aspettiamo di vedere, con un’interpretazione che avrebbe potuto rischiare di cadere nel melodrammatico mentre invece è perfettamente misurata.

Nel film è chiara l’intenzione di trasmettere umorismo e intrattenere il pubblico, con un dichiarato riferimento a Piccole canaglie del 1994, e la recitazione di Brooklynn Kimberly Prince non fa che agevolarne la riuscita, mettendo in luce problematiche attuali quali la povertà, l’affidamento dei bambini, ed i disagi delle case popolari. “Brooklynn ci ha conquistati dal primo provino, la sua interpretazione è potente e commovente, e penso che sia la più grande attrice con cui io abbia mai lavorato, di tutte le età. Aveva già avuto esperienze in spot pubblicitari e in un piccolo lavoro indipendente, e infatti era vista come la professionista dagli altri bambini”.

Ciò che funziona in The Florida project è la rappresentazione della vita di queste famiglie al limite della povertà, circondate da scenari fiabeschi con colori pastello (il paradiso dei bambini) portati sullo schermo da una fotografia ed una regia curatissima, fatte per trasmettere con intensità il magico e ingenuo mondo dell’infanzia.

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