“53 WOJNY” DI EWA BUKOWSKA

Un’esplosione è una rapida e localizzata liberazione di energia, consistente per lo più nella decomposizione esotermica di esplosivi, generalmente in seguito ad accensione, o nell’improvvisa e rapida espansione di un gas compresso, accompagnata da considerevoli effetti dovuti alla trasformazione in lavoro meccanico dell’energia liberata. Se incontra ostacoli esercita su di essi una forza tanto maggiore quanto maggiore è la superficie investita e quanto più è vicina al centro dell’esplosione. Questo vuol dire che, se una bomba esplode vicino al corpo di un uomo, esso sarà completamente disintegrato.

Lettore o lettrice, adesso prova a immaginare tuo marito, tua moglie o la persona a te più cara nelle vicinanze di una bomba. Sei spaventato? Sei preoccupata?

Queste sono le domande che la regista polacca Ewa Bukoskwa mette in scena con il suo primo lungometraggio 53 Wojni (53 Wars), uno dei film in concorso nella sezione lungometraggi del TFF 36. La protagonista, Anka (Magdalena Popławska) lavora nella Banca Mondiale ed è sposata con il reporter di guerra Witek (Michal Zurawski), occupato a registrare il crollo dell’Urss, dalle guerre in Jugoslavia fino a quelle in Cecenia, Georgia e le successive.

Magdalena Popławska, Anka in un frame nel film.

Anka assume i panni di una Penelope in perenne attesa di una telefonata da parte del marito che la rassicuri sul suo essere in vita. Ma questa situazione diventa fin da subito insostenibile: il costante timore di perdere l’amore della sua vita, il padre dei suoi due figli, spalanca ad Anka le porte del suo subconscio, dove dormono le più spaventose paure.

Ewa Bukowska, regista di “53 Wars”

Mentre il marito vive la guerra in trincea, lei intraprende una guerra contro sé stessa, all’interno di una casa ormai ridotta a spazio angusto e limitante in cui, a un certo punto, smette di muoversi, incastonandosi tra il muro e un mobile della cucina.

Anka soffre di disturbo da stress post-traumatico: l’attrice, per calarsi al meglio in questi panni, ha ascoltato numerose storie di soldati al ritorno dalla guerra, insieme alla regista. Ed è proprio questo che le permette di calarsi con magistrale talento in un personaggio tanto complesso quanto fragile.

Lo spettatore, mettendosi nei panni della protagonista, pone lo sguardo su qualcosa di tanto sommerso quanto spaventoso, trovandosi in un circolo vizioso, claustrofobico con una sola importante domanda: chi saranno i vincitori e i vinti di queste battaglie?

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