“IL GRANDE PASSO” DI ANTONIO PADOVAN

Alla sua seconda esperienza alla regia, dopo Finché c’è prosecco c’è speranza (2017), Antonio Padovan ci presenta un’opera che è un’insolita e atipica mescolanza di film dal sapore fantascientifico alla Spielberg e commedia tutta italiana, senza dimenticare l’influenza dei film di Carlo Mazzacurati, regista della sua stessa terra.

Il grande passo segue l’inusuale avvicinamento di due fratelli, Mario (Giuseppe Battiston) e Dario (Stefano Fresi) che, dopo essersi incontrati una sola volta da bambini, all’improvviso si trovano a dover recuperare una vita di rapporti mancati. Ma è soprattutto una storia che parla di sogni, talmente grandi e impossibili da rendere pazzi, ossessionati, paranoici; sogni così necessari da occupare un’esistenza intera, conducendo a trascurare addirittura il cibo e il mondo intorno. Il tema del film è racchiuso in un’unica domanda che Mario rivolge al fratello e a cui si risponde da solo subito dopo: «Sai cosa distingue gli animali dagli uomini?»«I sogni». Quello di Mario è di andare sulla Luna, tanto da fargli guadagnare il soprannome di “Lunastorta” dai suoi compaesani. Non a caso il film si apre con una straordinaria sequenza di immagini che, anticipando il desiderio di Mario, richiamano i più celebri film sugli alieni: in uno splendido lavoro che combina scenografie ed effetti speciali, esse ci mostrano un razzo puntato verso la Luna mentre tenta di alzarsi in volo in un trionfo di fumo, luci accecanti e rumori assordanti. Un immaginario che subito lascia il posto ai tipici paesaggi del Nord Italia e ai toni della commedia leggera nella descrizione del rapporto umano tra due fratelli, per poi ritornare all’improvviso nel finale, quasi a chiudere il cerchio. Due universi cinematografici totalmente opposti, dunque, ma che l’abilità di Padovan è riuscita a combinare con grande ingegnosità.

A contribuire alla riuscita del film anche Giuseppe Battiston e Stefano Fresi, che alla loro prima esperienza insieme come co-protagonisti mostrano una grande alchimia, risultando perfetti nei ruoli di due fratelli tanto simili fisicamente quanto lontani nel carattere e nello stile di vita.

Il film si chiude lasciando alla spettatore la consapevolezza che nessun sogno è troppo pazzo per essere realizzato.

Silvia Gentile

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