“NOW IS EVERYTHING” DI RICCARDO SPINOTTI E VALENTINA DE AMICIS

Opera prima dei due registi italiani realizzata grazie ad una produzione indipendente italo-americana. Nel cast spiccano, su tutti, Anthony Hopkins, Madeline Brewer e Camille Rowe. Si tratta di un film complesso, dal carattere fortemente sperimentale, che si articola su due principali livelli di lettura.

Il primo livello è metafilmico. L’intera opera può essere interpretata come la volontà di destrutturare il linguaggio cinematografico “canonico” dalle sue fondamenta e, allo stesso tempo, di compiere una riflessione sulle potenzialità che tale linguaggio possiede ma che spesso non vengono sfruttate fino in fondo. Non a caso, all’interno del film compaiono continui riferimenti e citazioni ai movimenti che hanno caratterizzato delle rotture con la cultura tradizionale delle rispettive epoche storiche, dal futurismo a Maya Deren al New American Cinema, senza trascurare la Nouvelle Vague. L’idea è apprezzabile sulla breve durata, ma alla lunga finisce per trasformarsi nel principale punto debole del film. Infatti, prolungandosi troppo, esso rischia di diventare un miscuglio eterogeneo di stimoli visivi che stancano e riempiono la testa dello spettatore più del necessario.

Il secondo livello di lettura di Now Is Everything è interno e riguarda il suo contenuto. Il film non ha una trama, dal momento che analizza l’impatto che il lutto e la perdita hanno avuto sulla mente del protagonista, interpretato dall’esordiente Irakli Kvirikadze. L’inconscio è il luogo in si rivela la vera natura di ognuno di noi. Esso ci comunica attraverso le immagini: ricordi, sogni, incubi. Al suo interno, il confine tra fantasia e realtà sparisce e passato, presente e futuro si sovrappongono. Utilizzando il linguaggio dell’inconscio, il film non può che privilegiare l’aspetto visivo. Il maestro Dante Spinotti (padre di Riccardo) ha curato una fotografia fortemente contrastata, che privilegia i toni scuri e del nero e crea un’atmosfera sospesa a metà tra il thriller e il noir. Dal momento che si tratta di un’esplorazione dell’inconscio maschile, il film dedica ampio spazio alla rappresentazione del corpo femminile, vera e propria ossessione del giovane protagonista. Naturalmente, essendo proiezioni mentali di un uomo, compaiono solo donne dall’atteggiamento provocante, con fisici e volti perfetti e sempre mezze svestite, se non del tutto nude.

Now Is Everything è un film che si diverte a giocare con lo spettatore, spiazzandolo attraverso un racconto fatto di immagini dal forte impatto visivo ed emotivo. In fondo è questa la vera essenza dell’arte cinematografica.

Sirio Alessio Giuliani

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