MASTERCLASS – JULIEN TEMPLE

Si è svolta venerdì 21 febbraio, nella splendida cornice dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana, la seconda delle masterclass organizzate per celebrare Torino città del cinema. Ospite della serata è il regista Julien Temple, un artista che ha da sempre legato la sua opera cinematografica al mondo della musica e che, per questo motivo è stato scelto per l’apertura del festival Seeyousound. È stato infatti il suo ultimo lungometraggio ad aprire l’evento: Ibiza. The Silent Movie, un’opera sperimentale in cui il regista indaga l’isola famosa per la club-house attraverso un film muto, accompagnato dalla partitura musicale di Fat Boy Slim. Un viaggio alla riscoperta della storia di quella che lui stesso ha definito come “un’utopia fallita”.

Intervistato da Carlo Griseri, Temple ha avuto modo di ripercorrere gli esordi, il suo rapporto con gruppi storici della scena punk londinese come i Sex Pistols, i Clash, la sua grande amicizia con Joe Strummer e le difficoltà a cui è andato incontro dopo aver girato Absolute Beginners. Quest’ultimo film fu infatti per lui una sorta di maledizione: dopo aver sforato il budget di un milione di sterline e fu preso come capro espiatorio per il fallimento della Goldcrest Films, rendendogli difficile trovare nuovamente lavoro in Gran Bretagna.

I ragazzi del DAMS e Julien Temple, foto di Michele D’Ottavi

Un interessante punto di contatto con l’ospite della precedente masterclass, Amos Gitai, è il comune percorso di studi, perché entrambi si sono formati in scuole di architettura. Nel regista londinese queste conoscenze si mischiano alla passione per la musica e diventano lo strumento attraverso cui guidare lo spettatore alla scoperta di luoghi e di città come Londra o Ibizia.

Durante il Q&A con il pubblico composto in gran parti da studenti, Temple ha poi avuto modo di affrontare argomenti quali il suo rapporto con David Bowie e soprattutto i parallelismi tra il suo lavoro come regista di videoclip e di cinema. Nel finale si è poi lasciato andare a una considerazione sul futuro. La musica, ha detto Temple, è “in giro ormai da parecchi anni” e per lungo tempo è stato lo strumento principe utilizzato dalle giovani generazioni per esprimere il loro disagio, per cercare una via di affermazione, forse è ora di trovare nuovi strumenti, una nuova via per dare voce alle nuove generazioni. Forse questa nuova via è il cinema”.

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