“BABYLON BERLIN” (SERIE TV) DI ACHIM VON BORRIES, HENDRIK HANDLOEGETEN, TOM TYKWER

Nella Berlino del 1929 personaggi ambigui e vicende grottesche si intrecciano durante gli ultimi, tumultuosi anni della Repubblica di Weimar. Tratta dai romanzi noir di Volker Kutscher e prodotta da Sky Deutschland in collaborazione con X-Filme Creative Pool, Beta Film e Degeto Film, la serie, iniziata nel 2017, è giunta quest’anno alla sua terza stagione. Trasmessa in Italia sul canale Sky Atlantic e disponibile su Sky On Demand.

Il commissario di polizia Gereon Rath (Volker Bruch) viene inviato da Colonia a Berlino per indagare su un caso di ricatto legato a un’introvabile pellicola a luci rosse. Ad aiutarlo vi è l’assistente Charlotte Ritter (Liv Lisa Fries), giovane proveniente dai bassifondi che, per realizzare il suo sogno di diventare una poliziotta, deve scontrarsi con un ambiente maschilista e misogino. Nel corso delle indagini, Rath e Charlotte si addentrano nel torbido sottobosco di una città diventata crocevia di ex combattenti prussiani, socialdemocratici, comunisti, nazionalsocialisti, gangster senza scrupoli, spie sovietiche, occultisti e agenti di polizia corrotti. Una vera e propria Babilonia, appunto, ma pronta a esplodere come una polveriera.

Volker Bruch nei panni del commissario Rath.

Prima di diventare scrittore, Kutscher ha lavorato come storico e giornalista. Infatti, la serie descrive con lucidità e accuratezza le contraddizioni della Germania del tempo, uscita con le ossa rotte dalla Prima guerra mondiale e messa in ginocchio dal Trattato di Versailles. Un paese sospeso tra il rancore per una sconfitta mai del tutto metabolizzata e la voglia di ripartire, su cui comincia a incombere minacciosa l’ombra di Hitler e del Terzo Reich. Il tutto converge nella doppia faccia di Berlino, reale protagonista della serie. Una città fredda e distaccata di giorno,ma animata di notte, nei locali in cui si fa festa fino a tardi, in cui ci si può esprimere in assoluta libertà. A tal proposito, è da apprezzare il modo in cui la serie tratta i temi dell’omosessualità, della transessualità e del travestitismo senza alcun pregiudizio.

Liv Lisa Fries interpreta Charlotte Ritter.

La scrittura di von Borries, Handloegeten e Tykwer è fluida, ogni personaggio, anche secondario, risulta ben caratterizzato (Charlotte Ritter è probabilmente uno dei migliori personaggi femminili del panorama televisivo attuale), mai fuori posto e sempre funzionale all’avanzamento della trama, come un tassello che si incastra con gli altri per formare un mosaico. Dal punto di vista della messa in scena, lo stile è sobrio, a tratti crudo nel suo naturalismo, tuttavia ricco di riferimenti alle avanguardie storiche e al cinema espressionista, ma anche al gangster movie classico hollywoodiano.

In attesa della quarta stagione, prevista per il 2021, si può dire che in Babylon Berlin le diverse indagini rappresentino tante storie che si legano alla Storia, lungo un filo rosso che si dipana nell’arco della serie e che riesce a mantenere lo spettatore incollato allo schermo, pur sapendo che protagonisti non ci sarà un lieto fine. Questo non è uno spoiler, è Storia.

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