“CALYPSO” DI MARIANGELA CICCARELLO

Il film di Mariangela Ciccarello, presentato nella sezione Italiana.doc, si presenta come un documentario che segue la quotidianità di due attrici, Angela e Paola, incentrata sulle loro prove teatrali di dialoghi che coinvolgono i personaggi mitici di Ulisse, Circe e Calipso. La dimensione della realtà, però, straborda continuamente e progressivamente all’interno di una dimensione onirica, che avvolge i corpi delle protagoniste, sfumandone i contorni, così come le loro parole, soprattutto durante i momenti di recitazione, nei quali l’italiano dei dialoghi si mescola con il dialetto napoletano delle loro riflessioni sui personaggi del mito. 

La dimensione onirica, legata al passato, è una dimensione subconscia che si infiltra sempre di più nel presente e lo frammenta tramite la presenza di filmati in super8, che riflettono un’antichità fatta di riprese di statue greco romane e imbarcazioni che condividono il nome dei personaggi omerici. Il passato disturba, crea confusione, connette il mondo quotidiano di Angela e Paola, immerso nella vibrante città di Napoli, con il mondo mitologico di Ulisse e Calipso. La città partenopea, luogo del presente, si contrappone all’isola di Calipso, luogo del passato, con l’elemento della grotta a unirli, elemento connesso in egual modo alla sacralità divina (alla santità delle statuette religiose e alla preghiera, che tuttavia diventa superstizione) e alla profanità umana (è il luogo in cui Ulisse e Calipso si amano). 

Le stesse immagini del film sono frammentate: le inquadrature, innaturalmente vicine ai corpi delle attrici, ci negano una chiara visione di insieme, concentrandosi su specifiche parti dei loro corpi e amplificandone certi rumori, come il respiro raschiato di Angela, che sentiamo più volte e che pare provenire da un Ulisse che sta cercando di tornare in vita attraverso il corpo di lei. Nel corso del film, infatti, Angela e Paola sembrano fondersi sempre di più con i personaggi mitici che interpretano, in un intreccio tra recitazione, realtà e mito, in cui diventa centrale la questione dell’incontrarsi per la prima volta e quella di doversi dire addio. È un crescendo inquieto che si alza come le onde del mare, gonfiate da un vento stridulo, che si infrangono sull’isola di Calipso, luogo che sancisce la metamorfosi che rende Angela il naufrago Ulisse e Paola l’ammaliante Calipso. È un crescendo che ci porta a interrogarci su ciò che tormenta Ulisse, e quindi anche Angela, e in qualche modo anche noi spettatori: andarsene o restare? 

Giulia Seccia

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