“Mia madre fa l’attrice” di Mario Balsamo

Mario Balsamo, dopo il successo di Noi non siamo come James Bond, vincitore del premio della giuria al TFF30, ritorna sulla scena torinese con un altro spaccato della sua vita: il documentario Mia madre fa l’attrice, uno dei quattro film italiani in concorso quest’anno al Torino Film Festival.Siamo di fronte al più classico dei rapporti affettivi: quello tra madre e figlio. Mario Balsamo ci mostra senza veli com’è sua madre Silvana: un carattere forte, una personalità ingombrante, la donna che ha più amato nella sua vita. Ma rivela anche le difficoltà del loro rapporto: i due sembrano essere sempre più distanti, separati da un muro di incomprensioni reciproche.

Tuttavia ci sono eventi che permettono di vedere la vita da una nuova prospettiva e Mario, dopo gli avvenimenti raccontati nel documentario del 2012, non è più lo stesso uomo. Vuole riallacciare i rapporti con quella donna dai più volti e imparare ad amare non solo l’attrice ma anche la madre. Decide quindi di usare come pretesto il film più importante in cui Silvana aveva recitato negli anni ’50, La barriera della legge di Piero Costa, per riavvicinarsi a lei attraverso una passione comune: il cinema.

Il film di Costa è una rimembranza costante per Silvana e un’ossessione per Mario, sebbene nessuno dei due l’abbia mai visto. Ha inizio dunque la ricerca de La barriera della legge ormai fuori distribuzione, riusciranno a trovarlo e a vederlo, dopodiché lo giudicheranno piuttosto brutto. Ma si sa che è il viaggio quello che conta, su una Lancia Fulvia 818 tra Pietrasanta e la Versilia, nei luoghi in cui tanti anni prima Silvana aveva dato sfoggio delle sue doti artistiche.

Assistiamo a dialoghi comici e toccanti a metà tra realtà e finzione, in un progressivo avvicinamento che culmina nell’abbraccio reciproco cercato e trovato dai due protagonisti. Un lieto fine: il regista forse potrà finalmente vedere in Silvana Stefanini non l’attrice ma soltanto sua madre.

Un pensiero su ““Mia madre fa l’attrice” di Mario Balsamo”

  1. I documentari di Balsamo funzionano benissimo come lungometraggi per la loro bellezza visiva, la cura dei dettagli, una trama da capire dagli indizi, i flashback, ecc.. Sono documentari che io rivedo volentieri più volte, perché sono vere opere d’arte, proprio come i miglior film…

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