Cinque cortometraggi di Spazio Torino

Piacevole è vedere come la mancanza di fondi e la scarsità di distribuzione non tolgano mai l’entusiasmo e la voglia di fare dei giovani cineasti, che si cimentano nella nobile arte del cortometraggio. E’ una vera e propria palestra per i registi del futuro; da Spielberg a Lucas passando per Ridley Scott e Nolan, il corto già mostra quello che sarà lo stile visivo di un cineasta. Ieri sera, nella sala 1 del Reposi, alcuni filmmaker piemontesi hanno iniziato la rincorsa, forse, ai mostri sacri sopra citati.I cortometraggi presentati in concorso sono quattro e uno in Evento Speciale. Tommaso Donati, Guillame Lafond e Gianluca Matarrese, Carlo Cagnasso, Giuseppe Sansonna sono i giovani registi di questa edizione che hanno realizzato dei prodotti che spaziano dal documentario (Il fiume dell’Orco) all’opera concettuale (Un milione di alberi sacri e nessun Dio, fuori concorso), al sentimento romantico e nostalgico (La notte in sogno e Ultimo giro) per concludere con un commovente omaggio giovanile all’amore e al cinema (Mon baiser du Cinéma).

“Per noi è sempre una sfida rapportarci con il cortometraggio, ma anche una grande libertà creativa e visiva” hanno spiegato ieri i cineasti presentando le loro opere. Indubbiamente la sperimentazione e la voglia di esplorare nuovi sentieri visivi è tangibile nei lavori visti, in particolare Il fiume dell’Orco, strano esperimento di riprese fisse naturalistiche (boschi e il torrente Orco appunto, protagonista del lavoro) in cui gli unici movimenti sono quelli della natura: acqua che scorre, nuvole, vento tra le foglie. Tommaso Donati mette in scena un lavoro un po’ statico ma interessante.

Romantico è La notte in sogno di Carlo Cagnasso, bizzarro on the road che si conclude con un omaggio alle montagne piemontesi e all’amore tra i due protagonisti. Simpatica opera è quella di Giuseppe Sansonna; Ultimo giro è la storia di un imbroglione, una canaglia che rappresenta un certo tipo di umanità che vive nelle nostre città. Sono persone non cattive ma che cercano di sopravvivere in un mondo che li ha esclusi (o forse da cui loro stessi si sono isolati). La cornice di una Torino anni ’70 che omaggia un po’ Scorsese e un po’ le atmosfere fumose dei poliziotteschi rende tutto molto nostalgico e amaro. E’ un film molto interessante.

Da segnalare il corto Evento speciale fuori concorso Un milione di alberi e nessun Dio, ripresa di una performance di Francesco Gabrielli e Marzia Migliora, ballerini e artisti che usano un’ambientazione bucolica come palcoscenico per sperimentazioni fisiche e di ballo. Con la collaborazione di altri artisti torinesi (tra cui il cantautore Luca Andriolo e altri performers) il lavoro che ne esce ricorda Kusturica e un certo tipo di opera gitana.

Mon baiser du Cinéma è poi un corto delizioso, realizzato da Guillame Lafond e Gianluca Matarrese in coproduzione tra Francia e Italia. Suo tema è il potere del cinema e dell’immaginazione giovanile. Il giovane protagonista ha tredici anni e sogna di dare un bacio come quelli che vede nei film; riuscirà nell’ardua impresa? Gli autori Lafond e Matarrese mettono in scena un film delicato e scanzonato che omaggia i bambini di Truffaut ma che strizza l’occhio a Il tempo delle mele e ai “ragazzini terribili” tanto cari a Spielberg e John Hughes.

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