“Strawberry bubblegum” di Benjamin Teske

Lucy ha 17 anni e sta attraversando quel momento della vita tipico di ogni adolescente in cui le imposizioni genitoriali iniziano a stare strette e si avverte la necessità di rompere con il passato e crearsi una propria identità. La scintilla che accenderà in lei il fuoco del cambiamento è la scoperta che la severa e rigida madre ha recitato in svariati film porno tedeschi a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90.Turbata e arrabbiata per aver scoperto la verità nascosta – soprattutto perché capisce di essere frutto di un “incidente sul set” – si metterà in contatto con uno degli attori che hanno lavorato con la madre (e quindi un possibile padre) che la accompagnerà in un viaggio in cui scoprire l’identità del genitore diventa metafora di una ricerca di se stessi.

Lo stile del film ammicca agli anni ’80, come capita spesso nel cinema contemporaneo: i colori vivaci, le luci, i neon e la colonna sonora ci riportano con la mente a quegli anni che hanno segnato un momento importante per la cinematografia pornografica mitteleuropea. L’elemento meglio riuscito della pellicola è senza dubbio la recitazione degli attori. Se la performance di Gloria Endres de Oliveira (Lucy) è buona, sicuramente quella di André Hennicke svetta su tutte le altre. La maschera dell’ex pornodivo Udo Oxcock si adatta perfettamente alla sua persona: fisico asciutto, volto coperto dal cerone, lunghi capelli trascurati. Un’interpretazione che gioca sugli stereotipi del genere e che rende il suo personaggio  perfettamente credibile e assolutamente divertente. Purtroppo la sceneggiatura è debole, e la storia si muove su un binario prevedibile, i temi affrontati, per quanto interessanti, non vengono mai approfonditi, lasciandoci l’impressione di un film superficiale, che non riesce a pungere lo spettatore.

Strawberry bubblegum è una simpatica commedia di genere ma nulla di più, senza pretese. Se fossero ancora gli anni ’90 direi che sarebbe un buon film per un emittente come MTV: sesso, musica e teen drama.

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