“Intersectional Views”

“Non mi è mai stato detto di essere attraente nonostante il colore della mia pelle”.
“Non ho mai ricevuto insulti o violenze per il mio orientamento sessuale”.
“Non mi è mai stata negata un’opportunità lavorativa a causa del mio genere”.
In una società sistematicamente ingiusta, poter fare questo tipo di affermazioni equivale a un privilegio. Cos’è quindi l’intersezionalità e perché è così importante parlarne?

Venerdì 19 gennaio, all’interno del Fish&Chips Festival, Stefano Stefanini ha raccontato come sia nato e di che cosa parla il progetto “Intersectional Views”, documentario sul tema dell’intersezionalità, destinato al web e finanziato grazie al crowdfunding. A parlarne con lui c’erano Francesca Puopolo di Arcigay Torino, partner del progetto, Sara Bertolino di Giosef Unito e Maria Laura Brizio di Altera Cultura Torino.

Il documentario, che consta di una serie di interviste condotte in Italia e in Europa a persone di ogni estrazione sociale, orientamento sessuale, genere, etnia e fede religiosa, scaturisce da una forte esperienza personale del suo autore: dopo essere stato vittima di un sequestro e di uno stupro e non avendo riscontrato, da parte delle forze dell’ordine, l’aiuto e il supporto necessari a causa del proprio orientamento sessuale, si è chiesto che cosa sarebbe successo se al posto di essere un uomo bianco fosse stato una donna? E che cosa se fosse stato una donna nera?

Durante la serata di presentazione è stato mostrato un estratto in anteprima . Sono cinque le domande che Stefano e il team di creativi dietro ad “Intersectional Views” hanno portato in giro per l’Europa: la domanda a cui le persone intervistate sono state invitate a rispondere non è stata volutamente rivelata, ma le risposte date, in ogni lingua, si conformano tra loro rivelando un disagio diffuso e la necessità sempre più incalzante di partecipare al dibattito sui diritti umani in senso multidimensionale. Il logo del progetto, una piramide, secondo le stessa parole dell’autore, non è solo una scelta estetica, ma anche la rappresentazione della nostra società, ancora strutturata piramidalmente con al vertice l’uomo bianco eterosessuale, il “White Privilege”.

Il cinema può e deve anche essere uno strumento per riflettere su tematiche “scomode” e l’ambizione dietro ad “Intersectional Views” è proprio quella di diventare tale strumento culturale per sensibilizzare l’opinione pubblica a un approccio sempre più “intersezionale” ed inclusivo.

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