Archivi tag: After Hours

“Tokyo Vampire Hotel” di Sion Sono

Mostro sacro del cinema contemporaneo giapponese, torna anche quest’anno nelle sale cinematografiche sotto la Mole il regista nipponico Sion Sono con la riduzione per il grande schermo di una mini-serie tv targata Amazon, Tokyo Vampire Hotel. Per la prima volta, Sono si cimenta con i mostri della lunga tradizione mitteleuropea, i vampiri, portando la sua personalissima, sanguinolenta visione della creatura che da secoli infesta le paure ataviche dell’uomo. Continua la lettura di “Tokyo Vampire Hotel” di Sion Sono

“The Disaster Artist” by James Franco

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Roberto Guida

Translation by: Valeria Alfieri

There are some particular moments, that are very rare in the entertainment industry, or in the art industry or even in sports, or in business that are supposed to involve talents in general, as we often see in the media. The are those moments in which anomalies, short circuits happen, as if a superior force is rebelling to this imposition that makes success available only to the best, the most talented.  Continua la lettura di “The Disaster Artist” by James Franco

“The Disaster Artist” di James Franco

Ci sono dei momenti particolari, molto rari nel mondo dello spettacolo, dell’arte come anche dello sport e più in generale nella società dei talenti così come la conosciamo e viviamo, così come ci viene venduta ogni giorno dai media. Si tratta di attimi in cui capitano delle vere e proprie anomalie, dei cortocircuiti, come se una forza superiore si stesse ribellando a questa imposizione che rende il successo e la gloria appannaggio esclusivo dei migliori, dei più bravi. Continua la lettura di “The Disaster Artist” di James Franco

“The Crescent” by Seth A. Smith

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Roberto Guida

Translation by: Emanuela Ismail

A mother and her son, alone in a godforsaken house along a grey and sandy shore. It is always hard to deal with loss. Beth hopes that the peace of the beach could put life on a normal footing. She throws herself at the multiform and multicoloured abstractionism of her art, but she feels nothing anymore. Emotions are blown away, are lost in the sea that seems to hold everything to the headland, without leaving a way out. The two of them are contained in a dreamlike blaze in which the stranger presences come to life, threatening to separate them for an higher truth.

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“The Crescent” di Seth A. Smith

Una madre e suo figlio, soli in una casa dimenticata da Dio su una costa grigia e sabbiosa. È sempre dura superare un lutto. Beth spera che la calma della spiaggia possa riportare la normalità, possa essere un ritorno alla vita. Si lascia andare all’astrattismo multiforme e multicolore della sua arte ma ormai non sente più nulla. Le emozioni sono state spazzate via, si sono smarrite in quel mare che sembra trattenere ogni cosa nell’area del promontorio, senza lasciare via di fuga. I due sono circoscritti in un alone onirico nel quale le più strane presenze prendono vita, minacciando di separarli in nome di una verità superiore. Continua la lettura di “The Crescent” di Seth A. Smith

“Sequence Break” di Graham Skipper

Nel mondo dei videogames, l’espressione sequence breaking significa rompere la sequenza prestabilita degli eventi all’interno del gioco. Superare cioè i vari livelli senza completare tutti i passaggi e le azioni richieste dal gioco stesso. Se siete riusciti in qualche modo ad ottenere oggetti utili in anticipo, o a saltare segmenti del gioco per portarlo a compimento più velocemente, allora potete dire di aver compiuto una sequence breakContinua la lettura di “Sequence Break” di Graham Skipper

“FAVOLA” by SEBASTIANO MAURI

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Maria Cagnazzo

Translated by: Melissa Borgnino

A housewife wearing a dress from the Fifties comes down a pastel-colored spiral staircase. She cries out a name: Lady. The woman is desperately looking for her interlocutor, chatting nonstop while walking around the room. It looks like she is talking with a real person, but Lady is actually a dog, and a stuffed one no less. There’s not much to talk about with a lifeless animal. This is the first sequence of Favola (“Fairytale”) by Sebastiano Mauri, a film that astonishes the viewer from the very beginning.

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“FAVOLA” DI SEBASTIANO MAURI

Lungo una scala elicoidale dai colori tenui scende una casalinga che indossa un vestito anni Cinquanta. Urla un nome: Lady. La donna cerca disperatamente la sua interlocutrice e mentre si accinge a esplorare la stanza chiacchiera incessantemente, dando l’impressione di rivolgersi ad una persona; Lady è invece un cane ed è anche impagliato. C’è dunque ben poco di cui parlare con una bestia senza vita. Così si apre la prima sequenza di Favola, film di Sebastiano Mauri, che sorprende lo spettatore fin dal primo istante. Continua la lettura di “FAVOLA” DI SEBASTIANO MAURI

“Kuso” by Flying Lotus

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Dora Bugatti

Translation by: Valeria Tutino

Kuso, created by Flying Lotus, presented in the section “After Hours” and scheduled for “Notte Horror”, created quite an uproar also at Torino Film Festival. After Sundance, some viewers have ran for the door even in our Turinese cinema, horrified and grossed out by the psychedelic trip created by this electronic musician and rapper from Los Angeles. Because the movie by Flylo it’s not a movie, but a shocking experience deliberately provocative.

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“Kuso” di Flying Lotus

Non ha mancato di fare rumore anche al Torino Film Festival il lungometraggio diretto da Flying Lotus, Kuso, presentato nella sezione “After Hours” e in palinsesto nel programma della “Notte Horror”. Dopo il Sundance, alcuni spettatori sono scappati a gambe levate anche dalle nostre sale cinematografiche torinesi, inorriditi e disgustati dal viaggio sotto psichedelici partorito dalla mente di questo musicista di elettronica e rapper originario di Los Angeles. Perché il film di FlyLo non è un film, è un’esperienza scioccante dai contenuti volutamente provocatori. Continua la lettura di “Kuso” di Flying Lotus

“The Cured” by David Freyne

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Giuseppe Battaglia

Translation by: Federica Franzosi

Even though this film falls within the After Hours section and the internet treats it as if it was a scary movie, The Cured has very little in common with the horror genre. Some might even say that classifying it as a horror film would be as hard as making the Mole Antonelliana wear Melissa Satta’s sheath dress, because many details of the movie lie outside of the tradition of the genre and a lot of attention was dedicated to aspects that do not fall in the style. Sure, the zombie epidemic is there, but it is also totally under control.  Continua la lettura di “The Cured” by David Freyne

“The Cured” di David Freyne

Pur rientrando nella selezione After Hours ed essendo trattato da internet come un film di paura, con gli stilemi dell’horror questo The Cured ha poco da spartire. Verrebbe anzi da dire che catalogarlo nel novero degli horror movie è come pretendere di infilare la Mole Antonelliana in un tubino di Melissa Satta, per la varietà di spunti che esulano dalla tradizione del genere e per la grande attenzione dedicata ad aspetti che poco ci hanno a che fare. L’epidemia zombie è presente, è vero, ma è anche perfettamente sotto controllo. Continua la lettura di “The Cured” di David Freyne

“The Lodgers” by Brian O’Malley

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Dario Grande

Translation by: Melissa Borgnino

1920s. Next to a lake, in the middle of nowhere in the Irish countryside, stands an old crumbling mansion, where twins Rachel and Edward live. The lives of the twins, entangled in a morbid relationship, are constantly plagued by a curse that has been lingering over their family for generations. Every night, ominous forces that inhabit the bottom of the lake invade their house, and compel them to meticulously follow some rules: always be in bed by midnight, never let strangers inside the house, and never try to escape in order not to jeopardize the other sibling’s life.

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“The Lodgers” di Brian O’Malley

Anni ’20. Accanto ad un lago, sperduta nelle campagne irlandesi, sorge una vecchia villa cadente, abitata dai gemelli Rachel ed Edward. La vita dei due giovani, stretti da un legame morboso, è quotidianamente assillata dalla maledizione che da generazioni regna sulla tenuta di famiglia. Ogni notte infatti, sinistre presenze – che abitano il fondo del lago – invadono l’abitazione, obbligando i gemelli a seguire delle precise regole: essere sempre a letto entro mezzanotte, non accogliere sconosciuti in casa, non tentare mai di scappare per non mettere a repentaglio la vita dell’altro. Continua la lettura di “The Lodgers” di Brian O’Malley

“Game of Death” by Sebastien Landry and Laurence Morais-Lagace

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Giuseppe Battaglia

Translation by: Martina Tormena

”Follow the rules and you won’t have trouble”: this seems to be the central idea of Game of Death, a movie that moves through different media and gives the audience lots of splatter all along.

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“Game of Death” di Sebastien Landry e Laurence Morais-Lagace

Patti chiari e amicizia lunga.
Questo sembra essere l’assunto che accompagna tutto Game of Death: un film che promette di muoversi attraverso vari media e di far vedere tanto splatter per tutta la propria durata.

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“RICCARDO VA ALL’INFERNO” by ROBERTA TORRE

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Maria Cagnazzo

Translation by: Melissa Borgnino

Riccardo va all’inferno (literally, “Richard goes to hell”) by Roberta Torre is a modern retelling of Richard III by William Shakespeare. An almost blinding white light invades the screen: a bare and excessively illuminated mental institution takes us into a weird adventure, full of music and of the characters’ inner conflicts.

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“RICCARDO VA ALL’INFERNO” di ROBERTA TORRE

Riccardo va all’inferno è un film di Roberta Torre che rivisita in chiave moderna il Riccardo III di Shakespeare. Un colore bianco quasi accecante irrompe sullo schermo; un ospedale psichiatrico scarno ed eccessivamenteilluminato ci trasporta in una bizzarra avventura all’insegna della musica e dei dissidi interiori di ciascun personaggio.

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“FIRSTBORN” by AIK KARAPETIAN

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Dario Grande

Translation by: Emanuela Ismail

After The Man with the Orange Jacket, the Latvian director Aik Karapetian comes back to the TFF with a disturbing, psychological thriller able to worm its way into the darkest depths of your mind. Continua la lettura di “FIRSTBORN” by AIK KARAPETIAN