Tutti gli articoli di Chiara Gioffrè

“KUWARESMA – THE ENTITY” di Erik Matti

Luis sta camminando lungo i corridoi del college in cui studia, quando trova davanti a sé la sorella che gli intima di tornare a casa e di non lasciarla mai più sola. Pochi istanti dopo viene chiamato al telefono dal padre, che gli comunica la notizia della morte della ragazza. Continua la lettura di “KUWARESMA – THE ENTITY” di Erik Matti

“the furies” di tony d’aquino

Le Furie che ispirano il titolo di questo film sono, nella mitologia, divinità che puniscono chi viola l’ordine morale e vendicano i delitti di sangue.
A partire da questo richiamo, Tony D’Aquino ha costruito un perverso gioco di oppressione e vendetta, che prende forma davanti agli occhi dello spettatore attraverso continui contrasti visivi e uditivi.

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“SEX STORY” DI CRISTINA COMENICINI E ROBERTO MORONI

“In un mondo in cui tutto sembra possibile, non riusciamo più a raccontarci”: con questa frase Cristina Comencini riassume il senso più profondo del documentario presentato da lei e Roberto Moroni a questa edizione del Festival.

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“PROCESSO A CATERINA ROSS” DI GABRIELLA ROSALEVA

“Questo film è uno sguardo che guarda, non tutti gli sguardi guardano ma lui lo fa, è vivo, attento.
Non falsifica, non aggiunge, non ci sono effetti speciali.
Non vuole accalappiare lo sguardo del pubblico, mostra la realtà per com’è: dura e crudele.
Questa realtà non è piacevole ma va guardata, non bisogna mai abbassare la guardia”.

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SOUNDFRAMES: DAL MUTO AL SONORO

Il cinema muto non è mai stato completamente silenzioso, perché le proiezioni in sala erano accompagnate da musica dal vivo suonata da pianisti o orchestre. Tuttavia, il rapporto tra cinema e musica nei primi trent’anni della storia del cinema era ben diverso da quello attuale, e la potenzialità che oggi è attribuita alla colonna sonora di un film è molto diversa dalla percezione che ne avevano i cineasti e i critici nei primi decenni del ‘900.

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“120 BATTITI AL MINUTO” DI ROBIN CAMPILLO

120 battiti al minuto è un film politico, schietto, fatto di collera e di sangue, di amore e sofferenza, di paura.

Narra la storia di una guerra contro l’AIDS portata avanti senza l’appoggio delle istituzioni, di una lotta contro il tempo e in opposizione al silenzio di chi potrebbe agire ma non lo fa.

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“ESSERE DIVINA” DI LUCA PELLEGRINI

“Non avrai altra drag all’infuori di te”
“Glitter  a volontà, se non luccica non è drag”
“Ricordati di essere divina”.

Questi alcuni dei comandamenti delle drag recitati all’inizio del documentario da Dee Dee La Crush. Continua la lettura di “ESSERE DIVINA” DI LUCA PELLEGRINI

“Grandeur et décadence d’un petit commerce de cinéma” di Jean-Luc Godard

Anni Ottanta, il regista Gaspard Bazin vuole fare un film alla vecchia maniera, per cui sta cercando fondi e attori; si rivolge quindi al produttore Jean Almereyda, che però è ormai in declino e fa sempre più fatica a ottenere il capitale necessario a portare avanti i propri progetti.

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RETROSPETTIVA “NON DIRE GATTO…”

Articolo di: Fabio Ferrari e Chiara Gioffré

Protagonisti della locandina della trentacinquesima edizione del Torino Film Festival sono Kim Novak e il gatto Cagliostro (Pyewacket in inglese); non sorprende quindi che in questa edizione del TFF vi sia una speciale retrospettiva dedicata ai nostri amici a quattro zampe, omaggio della direttrice Emanuela Martini, “gattara” cinefila, alla mostra “Bestiale” attualmente allestita presto il Museo Nazionale del Cinema. Continua la lettura di RETROSPETTIVA “NON DIRE GATTO…”

“THEY” di Anahita Ghazvinizadeh

They ​è (anzi, sono, perché parla di sé al plurale) ​J,​ ​quattordicenne​ che non ha ancora definito la propria identità di genere e​ ​ha​ ​deciso​ ​di​ ​bloccare,​ con​ l’aiuto ​della medicina,​ lo​ sviluppo​ del​ suo corpo​ ​per concedersi​ ​un​ po’ di​ tempo prima​ di​ ​ ​decidere se continuare​​  ​a​  ​vivere in​ ​ un​ corpo maschile​ o​ ​iniziare​ il​ ​ processo​ di​ ​transizione.​

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“What Happened to Monday” di Tommy Wirkola

In un futuro distopico in cui per fronteggiare la sovrappopolazione terrestre i governi applicano una rigorosa politica del figlio unico, sette gemelle vivono la loro esistenza nascoste, uscendo di casa ciascuna in un unico giorno della settimana, quello corrispondente al proprio nome, e assumendo un’unica identità a cui ognuna di loro apporta parte del proprio essere: Karen Settman.
Tutto sembra procedere normalmente, finché un lunedì Monday non fa ritorno a casa.

Il film (a cura di Raffaella De Laurentis) era inizialmente concepito con sette gemelli maschi come protagonisti; tuttavia Tommy Wirkola fece modificare la sceneggiatura per poter chiedere a Noomi Rapace di interpretare le sorelle.

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