Tutti gli articoli di Fabio Bertolotto

“NOMADLAND” DI CHLOé ZHAO

Il film, vincitore del Leone d’Oro e di tre Oscar (miglior lungometraggio, regia, attrice protagonista) riflette, una volta di più nella storia del cinema, sul mito della frontiera, attualizzando l’ipotesi di Frederick Jackson Turner – secondo cui il mito è l’essenza stessa della cultura americana – in una rilettura personale e insieme universale.

Nomadland è il ritratto di un paese in continuo movimento, di una terra di instancabili viaggiatori che calcano le orme dei propri antenati, quei pionieri dallo spiccato senso pratico e dal sentito individualismo che hanno contribuito a dare forma all’America di oggi.

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“FUNNY FACE” DI TIM SUTTON

Funny Face si apre con il primo piano di Saul (Cosmo Jarvis), un ragazzo introverso di Coney Island, che guarda in macchina indossando una maschera dal sorriso grottesco. Come Joker, anche il protagonista del nuovo film di Tim Sutton è un reietto che brama vendetta per torti subiti. La maschera instaura così un dialogo diretto con l’iconologia pop che, a partire dall’ultimo film di Todd Phillips (Joker, 2019), ha reso quel sorriso un simbolo di oppressione.

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“CLEANERS” DI GLENN BARIT

Gli “addetti alle pulizie”, a cui fa riferimento il titolo, sono un gruppo di otto studenti e studentesse di una rigida scuola cattolica delle Filippine. Vengono definiti così perché sono protagonisti di quattro vicende in cui sono costretti a rispettare ottuse regole educative che impongono di essere puliti e corretti a tutti i costi. Cleaners descrive anche le pressioni che i ragazzi subiscono da un mondo che invece è sporco e superficiale.

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“CASA DE ANTIGUIDADES” DI JOÃO PAULO MIRANDA MARIA

Ancora prima delle immagini, è una luce bianca a suggerire le coordinate per la visione del film. Una luce che invade lo schermo e appare come un eccentrico sostituto del nero, su cui i titoli di testa scorrono al contrario, dall’alto verso il basso, suggerendo un percorso a ritroso. È proprio questo moto inverso lo spirito che muove Casa de antiguidades, del registra brasiliano João Paulo Miranda Maria, un’opera prima che guarda al passato per parlare del presente.

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