Tutti gli articoli di Marco De Bartolomeo

“POR EL DINERO” DI ALEJO MOGUILLANSKY

In una Buenos Aires fagocitata dal libero mercato, una scalcagnata compagnia teatrale di quattro attori cerca di sopravvivere al progressivo annientamento delle produzioni indipendenti. Ognuno di loro vive di altro, e insieme combattono per difendere il sogno di un’arte radicale, libera, finalmente svincolata dai capricci del capitale. Madame Acuña (Luciana Acuña) ad esempio insegna coreografia all’università, suo marito (Alejo Moguillansky) gira spot commerciali su commissione, il vecchio Obelix (Gabriel Chwojnik) invece svende colonne sonore alle agenzie pubblicitarie e monsieur Perpoint (Matthieu Perpoint), il francese appena arrivato in Sudamerica con l’aspirazione della danza, si trova suo malgrado a dover impartire noiose lezioni di lingua.

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“FUORI TUTTO” DI GIANLUCA MATARRESE

Torino, fine anni ’60. Le rovine della guerra sono solo un ricordo, il Belpaese è trainato dalla crescita industriale e parole come boom o miracolo economico guidano e plasmano l’immaginario nazionale. Qui due meridionali si conoscono, si innamorano, mettono su famiglia. Lei viene dalla Calabria, lui invece è pugliese, di Canosa. Cominciano come operai, poi decidono di mettersi in proprio e riescono ad aprire un negozio di calzature. Sono gli anni dei consumi di massa, i salari crescono e tutti possono permettersi un paio di scarpe nuove. È così che nasce Togo, il piccolo impero della famiglia Matarrese, una delle più grandi e redditizie cooperative piemontesi di vendita al dettaglio.

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CONFERENZA STAMPA DI APERTURA – 37° TORINO FILM FESTIVAL

Inquieto, medianico, premonitore. È il volto corvino di Barbara Steele – regina dell’horror italiano ed internazionale – a inaugurare la conferenza stampa del Torino Film Festival. Giunta alla sua 37°esima edizione, la kermesse cinematografica curata da Emanuela Martini si svela al pubblico, riconfermandosi evento di punta del panorama artistico torinese.

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“L’angelo del crimine” di luis ortega

L’attività criminale di Carlos Eduardo Robledo Punch inizia in una tranquilla giornata di marzo del 1971, a soli 19 anni. Carlitos – un viso angelico incorniciato da spumosi riccioli biondi – ha gli occhi curiosi di bambino e un grilletto sorprendentemente facile.

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“LES CREVETTES PAILLETÉES” DI MAXIME GOVARE E CÉDRIC LE GALLO

La carriera sportiva del campione di nuoto Matthias Le Goff è sul punto di crollare. Su di lui pesano infamanti accuse di omofobia che mettono in serio pericolo la prossima partecipazione ai campionati del mondo. La sua unica chance per sfuggire alla gogna mediatica è accettare la proposta della Federazione e diventare il nuovo allenatore dei gamberetti luccicanti, la squadra di pallanuoto che rappresenterà la Francia agli imminenti Gay Games di Croazia.

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CONFERENZA STAMPA DI APERTURA – 34° LOVERS FILM FESTIVAL

Resistere, mostrare, esistere. È su questa equazione che si è aperta la conferenza stampa del 34° Lovers Film Festival, una delle più longeve rassegne cinematografiche a tematica LGBTQI di tutto il mondo. Con 102 titoli in programma, 28 paesi rappresentati, 50 anteprime nazionali e 10 mondiali, la kermesse curata da Irene Dionisio si presenta – ancora una volta – come una delle più interessanti e innovative manifestazioni culturali del panorama torinese.

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“IL GIGANTE PIDOCCHIO” DI PAOLO SANTANGELO

Il suo nome è Gaspare. Un tipo alto, corpulento, le braccia grosse da pastore e una faccia simpatica. Ha cominciato a lavorare con le pecore a 14 anni e da allora non ha più smesso, neppure nei giorni di festa. D’altronde – come recita una delle sue massime preferite – vivere veramente significa fare, agire, essere in continuo movimento. Il resto, per lui, è soltanto mera esistenza. Continua la lettura di “IL GIGANTE PIDOCCHIO” DI PAOLO SANTANGELO

“IN QUESTO MONDO” DI ANNA KAUBER

Una tranquilla radura di montagna, il tintinnare dei campanacci, un pastore che suona il violino vicino al suo gregge. Potrebbe sembrare un idillio, una finzione, un delicato paesaggio letterario come quello delle Bucoliche di Virgilio o dell’Aminta di Tasso; se non fosse che qui le montagne sono quelle del Veneto, le pecore sono chiamate per nome e il pastore, in realtà, è una ragazza che alla passione per la musica ha preferito la pastorizia.

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SOUNDFRAMES: CINEMA INTERATTIVO, AVANGUARDIE E SPERIMENTAZIONE

Giunto alla sommità della rampa elicoidale, quando ormai mancano poche postazioni alla fine del percorso, il visitatore ha come l’impressione che Soundframes sia qualcosa di più di una semplice mostra. Un grande cartello informativo invita il pubblico a proseguire senza l’ausilio delle cuffie, e il messaggio è tanto chiaro quanto disarmante: bisogna abbandonare le vesti dello spettatore, uscire dalla comfort zone di un percorso guidato e trasformare le suggestioni in azione.

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CONFERENZA STAMPA DI APERTURA DEL 36° TORINO FILM FESTIVAL

Torino, 13 novembre 2018. Nella sala 3 del cinema Massimo, Sergio Toffetti ed Emanuela Martini inaugurano la conferenza stampa del 36° Torino Film Festival. Sullo sfondo campeggia il corpo danzante della bellissima Rita Hayworth, ritratta nel film del 1942 Non sei mai stata così bella, di William A. Seiter.

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“Je ne me souviens de rien” di Diane Sara Bouzgarrou

Quando nel dicembre del 2010 in Tunisia esplode la Primavera Araba, Diane è entusiasta. Le proteste di piazza, le urla, il tumulto, l’ira del popolo; pura energia per la giovane regista che, videocamera alla mano, si aggira per casa, esulta, festeggia, invoca libertà e rivoluzione. Con lei c’è suo padre, il signor Bouzgarrou, che però davanti all’obiettivo pare più freddo, meno coinvolto. Eppure è lui il vero tunisino, perché Diane è nata e cresciuta in Francia.

“Non ti sembra un po’ esagerata tutta questa eccitazione, Diane?” sembra dire in un passaggio lo sguardo inquieto di sua madre. “Voglio richiedere il passaporto tunisino” ribatte la figlia, “bipolare, bisessuale, da ora sarò anche binazionale”.

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“Spell Reel” di Filipa César

Guinea-Bissau, primi anni ’70. Mentre nel piccolo Stato africano infuria la guerra di liberazione dal regime coloniale portoghese, un manipolo di aspiranti cineasti parte alla volta di Cuba. Obiettivo della missione: imparare a fare cinema. L’iniziativa è di Amilcare Cabral, storico leader del partito indipendentista guineense, che con lungimiranza intuisce la necessità di affiancare alla lotta armata una più vasta azione di risveglio culturale. Per liberare un popolo dall’oppressione coloniale le armi non bastano. Ci vogliono educatori, insegnanti, divulgatori, artisti. Continua la lettura di “Spell Reel” di Filipa César

“Talien” di Elia Moutamid

Safinat al-Sahra, la nave del deserto. È questo il nome del vecchio camper a bordo del quale Aldo ed Elia hanno deciso di partire. Destinazione: la medina di Fes, in Marocco.

Fin dalle prime sequenze Talien si presenta come un insolito road movie, che utilizza le forme del reportage di viaggio per costruire un’opera in costante equilibrio fra documentario e biografia a soggetto. Al centro c’è la storia di Aldo, ovvero Abdelouahab, che vive e lavora in Italia da più di trent’anni. Prima vendeva tappeti, poi ricambi meccanici, infine è riuscito ad avviare una fabbrica di calzature nell’operosa pianura padana. Qui è cresciuto Elia, suo figlio, italiano di seconda generazione dal perfetto accento bresciano, che adesso lo accompagna nel lungo viaggio di ritorno verso casa.

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“Tshweesh” di Feyrouz Serhal

In Brasile mancano pochi minuti all’inizio dei mondiali FIFA e dall’altra parte del mondo, a Beirut, fervono i preparativi per il grande evento. Gli appassionati sono in fibrillazione, sui balconi sventolano le bandiere e la voce del telecronista arabo scandisce il passare degli attimi.

È già tutto pronto, quando una strana interferenza disturba il segnale. I tifosi si precipitano sui tetti, smontano e rimontano le antenne, le ruotano, le inclinano, tentano di orientarle nella giusta direzione ma ogni sforzo è inutile. Le frequenze sembrano schermate.

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Conferenza stampa di apertura del 35º TFF

Azzurri, penetranti, indiscreti. Sono gli occhi da maga di Kim Novak ad aprire la conferenza stampa del Torino Film Festival, giunto ormai alla sua 35ºesima edizione. Nella sala 2 del cinema Massimo, di fronte a giornalisti, istituzioni e semplici curiosi, il direttore Emanuela Martini svela i dettagli della manifestazione.

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