Archivi categoria: Film

“IL GIGANTE PIDOCCHIO” DI PAOLO SANTANGELO

Il suo nome è Gaspare. Un tipo alto, corpulento, le braccia grosse da pastore e una faccia simpatica. Ha cominciato a lavorare con le pecore a 14 anni e da allora non ha più smesso, neppure nei giorni di festa. D’altronde – come recita una delle sue massime preferite – vivere veramente significa fare, agire, essere in continuo movimento. Il resto, per lui, è soltanto mera esistenza. Continua la lettura di “IL GIGANTE PIDOCCHIO” DI PAOLO SANTANGELO

“SEMBRAVANO APPLAUSI” DI MARIA TILLI

Non sorprende che la storia di Marcello Fonte sia diventata il soggetto per un documentario: nato a Melito di Porto Salvo in Reggio Calabria, vive i primi anni della sua vita in baracche di lamiera costruite dal padre in una zona abbandonata. Da qui si sposta a Roma, errando tra appartamenti e cantine, fino a giungere in quello che è il luogo in cui attualmente dorme, il Nuovo Cinema Palazzo, edificio abbandonato e reinventato centro sociale. In questa cornice coltiva la sua passione per la recitazione fino alla svolta, il casting per il ruolo da protagonista nel film Dogman, che lo trasporta in un mondo sconosciuto di fama, flash e applausi. Continua la lettura di “SEMBRAVANO APPLAUSI” DI MARIA TILLI

“VARGUR/VULTURES” BY BÖRKUR SIGBÓRSSON

Article by: Stefano Tropiano

Translation by: Cecilia Facchin

The noir genre allowed us to go over the classic detection storytelling, reenacting complicated situations and characters who are torn apart by their interior conflicts, but who are also part of the traditional dichotomy between good and evil. Vargur by Börkur Sigbórsson, whose title for the international distribution is Vultures, efficaciously recalls these lessons, in a powerful and dark noir both in setting and essence.

Continua la lettura di “VARGUR/VULTURES” BY BÖRKUR SIGBÓRSSON

“VARGUR/VULTURES” DI BÖRKUR SIGBÓRSSON

Il genere noir ha permesso di scavalcare le narrazioni della detection classica mettendo in scena situazioni intricate e personaggi lacerati da conflitti interiori, mai inscrivibili nella tradizionale dicotomia di bene e male. Vargur di Börkur Sigbórsson, il cui titolo per la distribuzione internazionale è Vultures, riprende con efficacia queste lezioni, in un noir potente e cupo sia nell’ambientazione sia nell’essenza.

Continua la lettura di “VARGUR/VULTURES” DI BÖRKUR SIGBÓRSSON

“JULIET, NAKED” di JESSE PERETZ

Tucker Crowe è una delle rockstar più acclamate degli ultimi anni Novanta. Nel 1998 esce il suo ultimo album, Juliet, dedicato ad un amore tormentato, e poco dopo il musicista annuncia il suo misterioso ritiro dalle scene. Vent’anni dopo Tucker Crowe è una meteora dimenticata e il suo ricordo vive solo nell’ossessione morbosa di uno dei suoi fan più affezionati. Duncan è un professore universitario sulla quarantina, vive in un piccolo paesino fuori Londra, è appassionato di musica e devoto al suo idolo americano. Annie è la sua compagna, gestisce il museo di Storia naturale da quando il padre è morto e per lei Tucker Crowe è solo il volto che tappezza le pareti di casa e la voce che risuona ogni giorno nella stanza di Duncan. Quando a casa loro viene recapitato Juliet, Naked, la versione originale e grezza dell’album di Crowe, Duncan lo battezza come il capolavoro indiscutibile della rockstar, tessendone le lodi nel suo blog dedicato, mentre Annie esprime il tuo totale disaccordo lasciando un commento velenoso sulla pagina web.

Continua la lettura di “JULIET, NAKED” di JESSE PERETZ

“DAS BOOT” DI ANDREAS PROCHASKA

Come è ormai costume in molti festival di cinema, anche il TFF quest’anno ha dato spazio alle serie televisive, mostrando nella sezione Festa Mobile i primi due episodi di Das Boot, prodotta da Sky, Bavaria e Sonar Entertainment e diretta da Andreas Prochaska (che è anche membro della giuria di Torino36). La serie tedesca, in otto episodi, si preannuncia come sequel ideale del film di Wolfgang Petersen Uboot-61 (1981), collocando l’azione un anno dopo gli eventi raccontati nel film.

Continua la lettura di “DAS BOOT” DI ANDREAS PROCHASKA

“PRETENDERS” BY JAMES FRANCO

Article by: Roberto Guida

Translation by: Letizia Bosello

Jeanne is looking for Paul”. It wasn’t unusual to find such ads on many American newspapers during the 80s: young and aspiring Maria Schneiders were looking for dashing and aspiring Marlon Brandos in order to recreate the erotic passion scenes in Bertolucci’s masterpiece. Terry and Phil, classmates in film school, will both go through that. They are desperate, looking for comfort for the loss of Catherine, the girl they both love: the three of them are hardened cinephiles, grown up during the time the U.S.A. discover their personal nouvelle vague, the New Hollywood. Passion will guide them throughout life without, however, making them truly happy.

Continua la lettura di “PRETENDERS” BY JAMES FRANCO

“PRETENDERS” DI JAMES FRANCO

“Jeanne cerca Paul”. Su molti quotidiani statunitensi degli anni Ottanta non era raro trovare annunci del genere: giovani e aspiranti Maria Schneider cercavano prestanti e aspiranti Marlon Brando per ricostruire le situazioni di passione erotica del capolavoro di Bertolucci. Terry e Phil, compagni alla scuola di cinema, ci passeranno entrambi. Sono disperati. Cercano conforto dalla perdita del comune amore Catherine: i tre sono cinefili incalliti, cresciuti nel momento in cui anche gli Stati Uniti scoprono la loro personale nouvelle vague, la Nuova Hollywood. La passione li guiderà per tutta la vita, senza però riuscire a renderli pienamente felici.

Continua la lettura di “PRETENDERS” DI JAMES FRANCO

“TAURUNUM BOY” DI DUSAN GRUBIN E JELENA MAKSIMOVIC

Da troppo tempo, Belgrado e la Serbia sono ostaggio di una lettura superficiale e approssimativa, condizionata dalle tensioni aperte da una storia irrequieta e tormentata. Ne consegue spesso il ritratto di un Paese in condizioni di isolamento, anche in alcuni contesti artistici e culturali.

Continua la lettura di “TAURUNUM BOY” DI DUSAN GRUBIN E JELENA MAKSIMOVIC

“MARCHE OU CRÈVE” DI MARGAUX BONHOMME

“Cammina o muori”: così possiamo tradurre il titolo del film di Margaux Bonhomme, in concorso nella sezione principale alla 36^ edizione del Torino Film Festival. Un titolo che sintetizza una situazione di crisi costante. Marche ou crève ci immerge infatti con violenza e senza retorica alcuna nell’estenuante quotidianità di una famiglia segnata dalla presenza di una figlia disabile.

Continua la lettura di “MARCHE OU CRÈVE” DI MARGAUX BONHOMME

“SANTIAGO, ITALIA” DI NANNI MORETTI

La storia si costruisce attraverso le persone. Gli occhi, i volti e i racconti consentono, spesso più di ogni altro fattore, di avvicinarsi empaticamente a una causa, di abbracciarla o quantomeno di comprenderne la profondità. Santiago, Italia, il nuovo documentario di Nanni Moretti presentato come film di chiusura al 36º Torino Film Festival, è un risuonare di voci che, attraverso il montaggio, ricostruiscono un episodio storico, trasportando lo spettatore dal dolore a una sorta di amore compassionevole.

Continua la lettura di “SANTIAGO, ITALIA” DI NANNI MORETTI

“INCORRECTIONAL” DI CHRISTOPHER JASON BELL

“ I won’t say very much about the film. It is playful…and strange!” Presenta così, Christopher Jason Bell, il suo Incorrectional, film americano della sezione Onde di quest’anno. Non prima però di aver scattato una foto al pubblico in sala. Continua la lettura di “INCORRECTIONAL” DI CHRISTOPHER JASON BELL

“ATTO DI FEDE” DI VITTORIO ANTONACCI

Dopo aver conosciuto i componenti di una banda da giro, ossia una banda musicale itinerante che suona alle feste religiose con processione, in occasione della realizzazione di un breve documentario intitolato Come sopravvivere alla banda, il regista Vittorio Antonacci ha sentito il bisogno di espandere l’indagine attorno alle professionalità itineranti che si sviluppano attorno alle feste patronali e più in generale religiose.

Continua la lettura di “ATTO DI FEDE” DI VITTORIO ANTONACCI

“PORTA CAPUANA” BY MARCELLO SANNINO

Article by: Fulvio Melito

Translation by: Melania Petricola

The door is a multi-symbolic element, a self-assured space between the inside and the outside, it is a limit, an obstacle or a symbol of welcome and transition, a symbol of change. Marcello Sannino, around 2010, decides to talk about Naples and he does it by putting at the centre of his project Porta Capuana; he does not know yet what will be the outcome of the film but what he has for sure is the idea to try to represent Naples and its several peculiarities. Faces, objects, social gatherings, music, screams and laughter; everything passes through that monument which has always been a symbol of transition towards the heart of the city.  Staying nearby you can admire the everyday life that changes but that at the same time, perpetuates the usual routine.

Continua la lettura di “PORTA CAPUANA” BY MARCELLO SANNINO

“PORTA CAPUANA” DI MARCELLO SANNINO

La porta è un elemento multisimbolico, uno spazio franco fra il dentro e il fuori, un limite, un ostacolo, oppure un simbolo d’accoglienza e di transizione, di mutamento. Marcello Sannino, intorno al 2010, decide di raccontare Napoli e lo fa ponendo al centro del suo progetto Porta Capuana; non sa ancora di preciso quale sarà l’esito finale del film, ma ciò che ha per certo è l’idea di tentare di rappresentare Napoli e le sue svariate peculiarità. Volti, oggetti, momenti di aggregazione, musica, urla e risate; tutto passa da quel monumento che da sempre si erge come simbolo di transizione verso il cuore della città; restando nei suoi paraggi si può ammirare il tempo della quotidianità che muta, ma che, contemporaneamente, dente perpetua la solita routine.

Continua la lettura di “PORTA CAPUANA” DI MARCELLO SANNINO

LUCIANO TOVOLI: L’USO DEL TECHNICOLOR E I MAESTRI POWELL E PRESSBURGER

Ogni anno il Torino Film Festival in collaborazione con il DAMS dell’Università degli Studi di Torino organizza un incontro con una figura rilevante della storia della cinematografia italiana. Quest’anno è stata la volta di uno dei più illustri direttori della fotografia: Luciano Tovoli. Presenta Emanuela Martini e al tavolo insieme a Tovoli, siedono Franco Prono e Piercesare Stagni. La sala è gremita e la masterclass non tradisce le attese. Continua la lettura di LUCIANO TOVOLI: L’USO DEL TECHNICOLOR E I MAESTRI POWELL E PRESSBURGER

“PIERCING” DI NICOLAS PESCE

Dopo The Eyes of My Mother, il newyorkese Nicolas Pesce, classe 1990, torna sul grande schermo con Piercing, tratto dall’omonimo romanzo di Ryū Murakami. Il film, thriller/horror con venature da dark comedy, racconta la storia di Reed, padre di famiglia e aspirante serial-killer, deciso a sfogare la propria maniacale inclinazione su una prostituta che si rivela più fuori di testa di lui. Nasce così un macabro gioco che inverte continuamente i ruoli all’interno della coppia, in uno scambio compulsivo tra vittima e carnefice.

Continua la lettura di “PIERCING” DI NICOLAS PESCE

“RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO” DI DANIELE SEGRE

“Non sono un delinquente: sono un ultras. I delinquenti fanno le rapine, io faccio gli scontri.”
A parlare è il Capo Guerra dei Drughi, il gruppo ultras juventino che regna nel secondo anello della curva Scirea, all’Allianz Stadium di Torino. Seduto sulla sua poltrona nella sede del gruppo in via Tiepolo – da dove segue le partite attendendo la fine della sua diffida – il Capo Guerra spiega quali sono le sue mansioni e rimarca l’importanza che ha, nell’organizzazione del gruppo, rispettare il proprio ruolo.

Continua la lettura di “RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO” DI DANIELE SEGRE

“IN QUESTO MONDO” BY ANNA KAUBER

Article by: Marco De Bartolomeo

Translation by: Maria Elisa Catalano

A quiet clearing in the mountais, the tinkling of cowbells, a shepherd playing the violin near the flock. It might seem to be an idyll, a fiction, a delicate literary landscape like the one that we find in Virgilio’s Bucoliche, or from Tasso’s Aminta; but here, the mountains are in Veneto, the sheep are called by their names and the shepherd is actually a girl who has preferred pastoralism to the passion for music.

Continua la lettura di “IN QUESTO MONDO” BY ANNA KAUBER

“IN QUESTO MONDO” DI ANNA KAUBER

Una tranquilla radura di montagna, il tintinnare dei campanacci, un pastore che suona il violino vicino al suo gregge. Potrebbe sembrare un idillio, una finzione, un delicato paesaggio letterario come quello delle Bucoliche di Virgilio o dell’Aminta di Tasso; se non fosse che qui le montagne sono quelle del Veneto, le pecore sono chiamate per nome e il pastore, in realtà, è una ragazza che alla passione per la musica ha preferito la pastorizia.

Continua la lettura di “IN QUESTO MONDO” DI ANNA KAUBER