Archivi categoria: Occhio in sala

“CLIMAX” DI GASPAR NOE’

Ogni discorso su Noé si nutre dei pareri contrastanti che lo animano: c’è chi lo odia e chi lo ama. Tant’è che Climax, uscito l’anno scorso a Cannes – alla Quinzaine, non al Palais – prima di arrivare da noi ha già avuto il tempo di tracciare il solco tra i denigratori e i sostenitori. E così, da un lato, stando alla doxa luciferina, si fa una gran fatica a capire i meriti di questa sua quinta fatica cinematografica; e dall’altro, volendo invece dar retta ai suoi adoranti seguaci, il film è il vertice della sua filmografia, l’esempio lampante di un genio cinico ed estatico.

Continua la lettura di “CLIMAX” DI GASPAR NOE’

“QUEL GIORNO D’ESTATE” di MIKHAEL HERS

Il termometro per valutare la riuscita di un film che si prefigge di trattare la sfera emotiva dell’uomo, non può prescindere dal considerare il grado di coinvolgimento degli spettatori. Spesso l’esigenza della narrazione mina l’esito di tale intento, mettendo in scena personaggi appiattiti nel veicolare determinati significati. Invece, Mikhael Hers e i suoi ottimi interpreti, con discreta continuità, riescono a suscitare nel pubblico una genuina compassione, intesa nel significato etimologico di “soffrire insieme”.

Continua la lettura di “QUEL GIORNO D’ESTATE” di MIKHAEL HERS

“American animals” di Bart Layton

Spencer Reinhard (Barry Keoghan) è uno studente di arte figlio di una famiglia borghese, ha talento ma la vita che si prospetta davanti a lui gli appare mediocre ed ordinaria; è alla ricerca di un’esperienza trascendentale che caratterizza i percorsi di molti artisti ed è disposto ad accoglierla anche se si trattasse di una tragedia. Anche Warren Lipka (Evan Peters) è uno studente benestante e annoiato che vuole emanciparsi da una vita di monotonia e mediocrità. La svolta nella loro vita arriverà con la scoperta che nell’università di Spencer sono conservati alcuni dei libri più pregiati d’America, volumi che valgono milioni di dollari, custoditi da un’anziana segretaria. Coinvolgono gli amici Chas ed Erik e organizzano il furto di queste opere preziose.

Continua la lettura di “American animals” di Bart Layton

“SELFIE” DI AGOSTINO FERRENTE

Napoli è ormai città cinematograficamente mitologica. La genesi del mito la si deve, è chiaro, a Gomorra. Pietra miliare della metamorfosi napoletana, della sua trasformazione da città mediterranea, farsesca e fiera, a metropoli in mano alla camorra e al degrado, Gomorra sembra aver ridisegnato connotati e simbologia del capoluogo campano: e là dove c’eran Totò e Peppino a far ridere sotto al sole, oggi ci sono ragazzini con la pistola tra le mani. Così, dopo qualche anno in sordina, forse passato a riflettere sugli effetti nocivi di questa trasfigurazione immaginifica (si pensi all’apologia del sindaco De Magistris: “Napoli non è Gomorra. È la città della cultura”), nell’ultimo lustro diversi registi si son fatti coraggio e hanno ripreso il discorso iniziato da Garrone (via Roberto Saviano) e proseguito sulle cronache: per ultimi, oltre all’omonima trasposizione televisiva del capolavoro garroniano, La paranza dei bambini di Giovannesi e questo Selfie firmato Agostino Ferrente.

Continua la lettura di “SELFIE” DI AGOSTINO FERRENTE

“L’angelo del crimine” di luis ortega

L’attività criminale di Carlos Eduardo Robledo Punch inizia in una tranquilla giornata di marzo del 1971, a soli 19 anni. Carlitos – un viso angelico incorniciato da spumosi riccioli biondi – ha gli occhi curiosi di bambino e un grilletto sorprendentemente facile.

Continua la lettura di “L’angelo del crimine” di luis ortega

“IL TRADITORE” di Marco Bellocchio

“Io non sono un pentito, non sono un infame. Cosa nostra non esiste più”. Sono parole che Tommaso Buscetta rivolge a Giovanni Falcone, difendendosi dalle accuse che gli sono rivolte dai suoi (ex) affiliati e che campeggiano a caratteri cubitali sui muri delle strade di Palermo, all’inizio di una collaborazione che avrebbe portato a 366 arresti.

Continua la lettura di “IL TRADITORE” di Marco Bellocchio

“CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME?” di ROBERTO MINERVINI

Una madre raccomanda ai suoi due figli di rientrare a casa quando si accendono i lampioni. Cosa succede dopo il tramonto? Non una mera premura materna ma piuttosto un sentimento di paura, e la percezione di una minaccia palpabile per una comunità, quella afroamericana di New Orleans, scossa dall’uccisione di Alton Sterling per mano della polizia e da altri episodi di violenza. Dopo Louisiana (The Other Side), Roberto Minervini prosegue la sua attenta indagine sociale con il documentario What You Gonna Do When the World’s on Fire? presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2018 e nei cinema dal 9 maggio. Il regista, trapiantato negli States, prosegue l’incursione in Louisiana spostando il suo sguardo più a sud, dove la tensione è alle stelle in seguito alla bollente estate 2017.

Continua la lettura di “CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME?” di ROBERTO MINERVINI

“TUTTI PAZZI A TEL AVIV” DI SAMEH ZOABI

È uscito in sala questa settimana l’ultimo film di Sameh Zoabi, Tutti pazzi a Tel Aviv (Tel Aviv on Fire), acclamato dalla stampa e lungamente applaudito alla 75 Mostra del Cinema di Venezia e il cui protagonista, Kais Nashif (Salam), è anche stato premiato come miglior attore nella sezione “Orizzonti”.

Continua la lettura di “TUTTI PAZZI A TEL AVIV” DI SAMEH ZOABI

“5 CM AL SECONDO” DI MAKOTO SHINKAI

5 cm al secondo è un film del regista giapponese Makoto Shinkai, conosciuto dal grande pubblico italiano a partire dal 2016, quando le sale accolsero con grandi riscontri di partecipazione, il suo film più famoso, Your Name.
5 cm al secondo, del 2007, è stato comunque una delle prime opere del regista a destare una reale attenzione a livello nazionale (in Giappone) e internazionale poiché, pur eludendo alcuni aspetti pop di Your Name, rivela una maturità registica, nonché di scrittura, che lo rendono dei suoi film più belli.

Continua la lettura di “5 CM AL SECONDO” DI MAKOTO SHINKAI

“LA CADUTA DELL’IMPERO AMERICANO” di DENYS ARCAND

Le ingiustizie sociali, le difficicoltà dei giovani nel misurarsi con la società, il riciclaggio e, per estensione, l’odioso lato oscuro delle manovre finanziarie. Temi tanto delicati quanto rilevanti nell’attuale apparato discorsivo. Difficile affrontarli tutti insieme. Eppure Denys Arcand, già premio Oscar per il miglior film straniero con Le invasioni barbariche, ci riesce in un film apprezzabile, a suggello della trilogia in cui ha indagato i mali della società odierna.

Continua la lettura di “LA CADUTA DELL’IMPERO AMERICANO” di DENYS ARCAND

“Butterfly” di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Gli antichi greci vedevano i loro migliori atleti come degli eroi, elogiavano ed elevavano quegli uomini rispetto alla massa, e gli artisti li cantavano in ogni modo: dall’esaltazione della perfezione dei corpi, rappresentata nelle statue, all’elogio delle loro gesta sportive nei componimenti, come quelli delle Olimpiche di Pindaro. Questa esaltazione cresceva con la consacrazione dell’atleta nella vittoria in una delle discipline sportive praticate proprio nelle Olimpiadi, manifestazione giunta fino a noi e alla quale, tutt’oggi, il mondo intero conferisce enorme importanza.

Continua la lettura di “Butterfly” di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

“Les Invisibles” di Louis-Julien Petit

L’ultimo film di Louis-Julien Petit, distribuito in Italia da Teodora Film, è tratto dal documentario Femmes invisibles: Survivre dans la rue realizzato per la televisione francese da Claire Lejeunie dopo i cinque mesi trascorsi a stretto contatto con donne senzatetto, che in Francia rappresentano il 40% delle persone che si trovano a vivere per strada. Lejeunie ha anche scritto un libro in cui ha raccolto le sue impressioni ed i racconti delle donne con cui ha interagito. Sur la route des invisibles: Femmes dans la rue è il titolo del libro, da cui Petit ha tratto ispirazione per scrivere la sceneggiatura del suo film, collaborando proprio con Lejeunie e con Marion Dussot.

Continua la lettura di “Les Invisibles” di Louis-Julien Petit

“ORO VERDE – C’ERA UNA VOLTA IN COLOMBIA” di ciro guerra e cristina gallego

Ricorda insieme Shakespeare, Il Padrino e la tragedia greca questo Oro verde: c’era una volta in Colombia. Ma leviamoci subito il sassolino dalla scarpa: nonostante le pur ammissibili analogie tra questo film e quello di Leone cui si rimanda nella traduzione italiana, la nostra distribuzione si è macchiata per l’ennesima volta di tradimento nei confronti del titolo originale, Birds of Passage, che vorrebbe raccontare, più che banalmente il plot, metaforicamente lo spirito dei personaggi coinvolti nella vicenda: uccelli di passaggio, per l’appunto, e non gangster del contrabbando.

Continua la lettura di “ORO VERDE – C’ERA UNA VOLTA IN COLOMBIA” di ciro guerra e cristina gallego